
Premesse
Oltre alle resistenze farmacologiche, uno dei problemi delle terapie oggi in uso contro la malaria consiste nei tempi d’azione tutt’altro che rapidi. Più a lungo il parassita resta in circolo nel sangue del paziente in terapia, maggiori sono le possibilità che il paziente si renda veicolo di nuovi contagi se una zanzara lo punge e succhiandone il sangue si porta con sé anche il parassita della malaria.
Lo studio
In questo lavoro gli esperti hanno visto che aggiungendo blu di metilene – un colorante innocuo molto usato nei laboratori – alla terapia classica contro la malaria, con artemisina, nel giro di 48 ore il paziente risulta guarito e non può più trasmettere il parassita tramite il pizzico di zanzara perché nel suo sangue non ne resta traccia. Il colorante non ha effetti collaterali, a parte che colora le urine di blu, inconveniente cui i ricercatori stanno cercando di rimediare.
